Formarsi o integrare il proprio percorso formativo, in una visione più globale e attraverso esperienze in altre nazioni, attraverso il confronto con altre culture, ma non solo. L’istruzione come opportunità per unire popoli, nazioni e culture alla ricerca della pace e di un futuro sostenibile.

Secondo l’Istat nel secondo trimestre 2016 il numero dei Neet in Italia, degli under 30 che non studiano e non lavorano, si è ridotto di 250mila. Merito soprattutto, a detta del ministro del Lavoro Giuliano Poletti, di Garanzia Giovani.

Due giorni dopo la presentazione a Lecce del piano formativo 2016-2018 dell’Istituto tecnico superiore per l’industria dell’ospitalità del turismo allargato (Iota Sviluppo Puglia), Roma fa dietrofront rispetto all’ipotesi di raddoppio dei fondi a favore degli Istituti tecnici superiori, fondazioni partecipate da scuole, imprese, enti di formazione, associazioni datoriali, banche e altri soggetti economici.

Negli anni scorsi abbiamo assistito a un processo che potremmo definire di “laureizzazione” di alcune professioni per le quali, in precedenza, non era necessario il percorso accademico. Dagli anni Ottanta o oggi per esercitare mestieri come quello di assistente sociale, maestro o infermiere è diventato indispensabile il requisito della laurea.

È in discussione in questi giorni l’ipotesi di raddoppiare i fondi per gli Istituti tecnici superiori. Nella prossima legge di stabilità passerebbero così dagli attuali 13 milioni a 26 milioni. Una scelta che dipende dai buoni risultati finora ottenuti da questo percorso biennale post diploma alternativo a quello universitario.

Ci siamo occupati in precedenza dei corsi previsti all’interno del programma Garanzia Giovani in Regione Puglia. In quel caso, si trattava di percorsi afferenti alla cosiddetta misura 2-B, rivolti cioè a 15-18enni drop-out affinché fosse favorito il loro rientro nei circuiti di istruzione e formazione professionale. Ma esiste anche la misura 2-A (per un riepilogo dell’impianto multimisura pugliese clicca qui) che consiste nella “Formazione mirata all’inserimento lavorativo”.

La Lumsa, in collaborazione con Fondazione Migrantes, propone il master di primo livello in “(Im)migrate: Esperto in teoria e prassi dei fenomeni migratori”.

In Puglia il programma Welfare to Work 2016 entra nel vivo. Viene riproposto nella programmazione 2014-2020 dopo le precedenti esperienze positive che si sono tradotte in un complessivo incremento di competenze e conoscenze coerenti con gli obiettivi personali di ricollocazione sul mercato del lavoro.

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