Più fondi agli Its, gli istituti che sfornano occupati In evidenza

È in discussione in questi giorni l’ipotesi di raddoppiare i fondi per gli Istituti tecnici superiori. Nella prossima legge di stabilità passerebbero così dagli attuali 13 milioni a 26 milioni. Una scelta che dipende dai buoni risultati finora ottenuti da questo percorso biennale post diploma alternativo a quello universitario.

Più dell’80%, infatti, di quanti escono dagli Its trova lavoro, e il 90% in aziende che richiedono proprio la specializzazione conseguita. I settori degli Istituti - costituiti da fondazioni partecipate da scuole, imprese ed enti di formazione - sono diversi: si va dall’aeronautica al turismo, dall’energia alla ristorazione, dalla moda alle nuove tecnologie. In Italia oggi sono 91, come riportato nell’elenco che si può consultare cliccando qui. Un successo che probabilmente è dovuto sia alla presenza del mondo produttivo nella compagine societaria sia alla percentuale di ore, il 30%, spese durante il biennio direttamente in azienda.

Sebbene la presenza degli Its sia maggiore al Nord, anche al Sud la formula sta ottenendo ampi consensi. Come testimonia, ad esempio, l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Puglia, Sebastiano Leo: «La Regione prima e le fondazioni Its poi esercitano un significativo ruolo di programmazione, al fine di far emergere i fabbisogni aziendali e formare figure che colmino quei gap che il territorio e il tessuto imprenditoriale locale evidenzia. È fondamentale che i ragazzi sappiano cogliere un’opportunità di così alto livello che collega istruzione e lavoro».

In Puglia attualmente sono presenti sei fondazioni nei seguenti settori: agroalimentare, turismo, Ict, aerospazio, meccatronica e logistica. A un anno dal diploma, il successo occupazionale, come nel resto d’Italia, supera l’80%.
«La Regione Puglia - conclude l’assessore Leo - sostiene e finanzia questi percorsi formativi di istruzione tecnica superiore di durata biennale, a cui è possibile iscriversi ancora per pochi giorni».

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