Anche per fare il geometra servirà la laurea In evidenza

Negli anni scorsi abbiamo assistito a un processo che potremmo definire di “laureizzazione” di alcune professioni per le quali, in precedenza, non era necessario il percorso accademico. Dagli anni Ottanta o oggi per esercitare mestieri come quello di assistente sociale, maestro o infermiere è diventato indispensabile il requisito della laurea.

Adesso è la volta dei geometri. Infatti, è in discussione in questi giorni in Parlamento un disegno di legge che prevede un corso di laurea triennale di natura abilitante per accedere alla professione. Il che significa che l’esame finale sarà equiparato all’esame di Stato. Il tirocinio obbligatorio, perciò, si svolgerà durante i tre anni universitari.

Il nuovo ddl sulla laurea triennale per geometra
Il cambiamento non sarà immediato. Gli studenti che si sono già iscritti agli istituti tecnici con indirizzo Cat (Costruzioni, ambiente e territorio) nell’anno scolastico 2017/2018 potranno conseguire l’abilitazione professionale secondo le “vecchie regole”, cioè con il diploma e i successivi 18 mesi di tirocinio propedeutici all’esame di Stato. Facendo i conti, questo avverrà non prima del 2024. Per tale motivo la normativa indica nel 2025 l’anno a partire dal quale sarà necessario diventare geometra solo con la nuova laurea triennale.
Il disegno di legge “salva” anche tutti gli studenti che, nel momento in cui entrerà in vigore la riforma, risultino iscritti alle varie lauree brevi (in architettura, ingegneria civile, urbanistica ecc.) che attualmente consentono l’ottenimento del titolo di geometra.

Italia, Paese di dottori disoccupati
In un mercato del lavoro che privilegia sempre di più competenze specialistiche di alto livello, è comprensibile l’introduzione della laurea triennale ad hoc per i geometri. Tuttavia, non si può prescindere dalla crisi che ha messo in ginocchio proprio il settore in cui si colloca naturalmente il mestiere in questione, quello dell’edilizia. Rendere unica, perciò, la strada di accesso a questa attività, escludendo tutte le altre, rischia di diventare un boomerang. Non bisogna dimenticare che l’Italia è il Paese dei dottori (in qualcosa) ma con il tasso di disoccupazione più alto in Europa.

Carmelo Greco

Direttore responsabile di Kleos Fabrica, ha lavorato per più di dieci anni a Milano nella carta stampata, per poi convertirsi al digitale. Una conversione che ha interessato anche il suo primo romanzo, Le stagioni di Cavabella.

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