Muove i primi passi il nuovo portale Anpal (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro) www.anpal.gov.it, segno del rinnovamento tecnologico anche nel rapporto fra centri per l’impiego e disoccupati o persone in cerca di occupazione. Il nuovo contenitore accelera nello snellimento delle pratiche e introduce un rapporto diretto per la presentazione della did (dichiarazione di immediata disponibilità), già possibile presso l’Inps. Inoltre, consente di effettuare la richiesta dell’assegno di ricollocazione, di inserire il proprio curriculum vitae e di consultare le offerte di lavoro. Alle aziende permette di valutare immediatamente un numero di curricula disponili per i vari profili e di avere tutte le informazioni necessarie per effettuare le comunicazioni obbligatorie. Ovviamente, essendo stato appena varato, questo nuovo strumento di servizio ancora non è connesso con i portali regionali che gestiscono i dati dei lavoratori, e che continueranno a farlo anche in seguito all’esito del Referendum costituzionale del 4 dicembre scorso. Bisognerà perciò attendere che la sinergia Anpal-Regioni venga tecnicamente ottimizzata per portare a regime la nuova interfaccia che sviluppa e migliora il precedente sito Cliclavoro. Ma vediamo da vicino le funzionalità che il portale offre, previa registrazione, ai cittadini e alle aziende.

LE PRINCIPALI FUNZIONI DEL SITO ANPAL
Il portale è gestito dall’Anpal, istituita con la legge 150 del 2015, che gli assegna le funzioni di coordinamento delle politiche del lavoro a favore di persone in cerca di occupazione e la ricollocazione dei disoccupati in Naspi (Nuova assicurazione sociale per l’impiego), in Dis-Coll per collaboratori e precari o in Asdi (Assegno di disoccupazione) attraverso la predisposizione di strumenti e metodologie a supporto degli operatori pubblici e privati del mercato del lavoro.
Una delle attività dell’Anpal è la sperimentazione dell’assegno di ricollocazione a beneficio dei soggetti disoccupati percettori di Naspi, la cui disoccupazione ecceda i quattro mesi. La somma concessa in funzione del profilo di occupabilità sarà spendibile presso i centri per l’impiego o le tante agenzie private accreditate a svolgere politiche attive del lavoro.

La dichiarazione di disponibilità
Quindi, una delle principali funzioni del neo portale è quella di poter effettuare la cosiddetta dichiarazione di disponibilità al lavoro (did). Dopo la registrazione, si accede all’area riservata. Possono farlo le persone prive di occupazione che hanno dichiarato l’immediata disponibilità al lavoro, sia quelle che sono a rischio disoccupazione, ovvero che hanno ricevuto la comunicazione di licenziamento e quindi sono già nel periodo di preavviso di perdita del lavoro. Per i soggetti che hanno presentato domanda Naspi o Dis-Coll all’Inps o tramite patronato è come aver dichiarato la propria disponibilità presso il centro impiego, dove comunque dovranno recarsi, per confermare e stipulare il patto di servizio personalizzato.
In ogni caso, la dichiarazione può essere fatta secondo le seguenti modalità: sul sito Anpal con o senza pin Inps, sui portali regionali dove sia stata avviata questa funzionalità o tradizionalmente recandosi presso il centro per l’impiego. Possedere il pin Inps favorisce il completamento della procedura che altrimenti rimane sospesa in attesa di verifica e consente di compiere la profilazione e far emergere l’indice quantitativo, inserendo le varie esperienze lavorative e professionali. Effettuata la profilazione, il lavoratore prenota un appuntamento al centro per l’impiego per la stipula del patto di servizio personalizzato, come indicato nella legge 150 del 2015 all’articolo 20.
Le persone che si trovano nella condizione di “non occupazione” possono autocertificare a fini di prestazioni sociali e sanitarie il proprio stato. Possono farlo pure quelle che, pur lavorando come dipendenti, percepiscano un reddito annuo inferiore a ottomila euro (4.800 per i lavoratori autonomi).

L’assegno di ricollocazione
Il portale Anpal è anche lo strumento per la richiesta dell’assegno di ricollocazione. Avviene sempre previa registrazione e può essere richiesto dalle persone disoccupate che ricevono la Naspi e sono disoccupate da oltre quattro mesi. L’Anpal invia loro una comunicazione che fa presente di aver maturato il diritto all’assegno e le invita a farne richiesta tramite il portale. Il disoccupato fa richiesta di assegno di ricollocazione e sceglie la sede dell’ente presso cui ricevere il servizio di assistenza per essere “ricollocato” o meglio per essere reinserito nel mondo del lavoro. Potrà scegliere uno dei centri per l’impiego o un ente privato accreditato per fruire di questo servizio. Entro sette giorni dalla richiesta verrà rilasciato l’assegno o data una risposta negativa motivata. Ricevuto l’assegno, la persona potrà recarsi presso l’ente prescelto e lì gli verrà assegnato un tutor che lo seguirà e lo indirizzerà nel percorso di ricollocazione.
Si può cambiare ente una sola volta, durante la fase iniziale o durante quella di gestione dei servizi di assistenza alla ricollocazione, motivando la scelta con una comunicazione al sistema Anpal che provvederà a trasmettere notifica al centro per l’impiego di competenza e all’ente scelto in precedenza.
È importante sapere che l’assegno viene versato all’ente che eroga il servizio di assistenza alla ricollocazione e non alla persona e che il servizio di assistenza intensiva va richiesto entro due mesi dal rilascio dell’assegno e ha una durata di sei mesi. Ci può essere una proroga nel caso in cui non sia stato consumato per intero. Il tutor affianca il destinatario nell’attuazione del programma di ricerca attiva del lavoro, destinatario che deve rendersi disponibile a svolgere le attività individuate dal tutor e accettare le offerte di lavoro congrue, pena la riduzione delle misure di sostegno al reddito. Se la persona ottiene un’assunzione in prova o a tempo determinato, il servizio viene sospeso, per riprendere poi se il rapporto di lavoro ha avuto una durata inferiore a sei mesi. L’Anpal ha previsto, nel caso in cui si raggiungano dei risultati occupazionali, delle fasce di compenso differenziate secondo il contratto e con delle eccezioni per il mezzogiorno d’Italia. Questi compensi vanno a vantaggio dell’ente o centro per l’impego che ha ricollocato il disoccupato in Naspi.

Inserimento del cv
Il nuovo portale Anpal cerca, dopo i tanti tentativi degli anni passati, di mettere a regime un servizio unitario nazionale di incontro tra chi cerca lavoro e le offerte delle aziende. Sarà la volta buona? Utilizzando l’area “Cerca lavoro in Italia” sulla home page, si può ricercare un’offerta nelle varie zone del Paese.
Per la ricerca è possibile avvalersi anche del portale Eures nell’area “Cerca lavoro in Europa” e verificare l’esistenza di un lavoro in un Paese europeo in linea con i propri desiderata, uno strumento molto utile soprattutto per i giovani.

Per le aziende
Questa seziona dedicata alle aziende fornisce informazioni per conoscere gli incentivi e i finanziamenti nazionali ed europei, utili ad assumere o formare il proprio personale. Inoltre, consente di cercare lavoratori e lavoratrici, di comprendere come effettuare le comunicazioni obbligatorie per i vari rapporti di lavoro.

Informazioni
Per informazioni e assistenza si può scrivere all’email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure contattare il numero verde 800.000.039 dalle 9 alle 18 dal lunedì al venerdì.

Ragazzi, avete scelto la facoltà? È l’interrogativo che inizia a circolare con insistenza nelle classi quinte delle scuole italiane. Ma molti ancora non sanno cosa scegliere e allora l’insegnante avveduto indica la facoltà per antonomasia: Medicina, sopratutto nei licei.

Si chiama “Benvenuti Studenti” il progetto di alternanza scuola-lavoro nato dal Protocollo di intesa tra il ministero dell’Istruzione e McDonald’s Italia. L’iniziativa, attraverso accordi sul territorio con gli istituti superiori, punta a realizzare percorsi di alternanza a beneficio di diecimila studenti in un anno.

Da una ricerca condotta da Acli di Roma e provincia insieme a Cisl di Roma Capitale e Rieti in collaborazione con l’Iref emerge che il 65% dei giovani romani intervistati abbia un livello alto o medio-alto di “remissività lavorativa”.

Impresa, se ci sei, batti un colpo. Potrebbe essere sintetizzata così la risposta meno che tiepida data dal mondo produttivo italiano al progetto dell’alternanza scuola-lavoro. Con l’avvio del nuovo anno scolastico, infatti, sono circa un milione i ragazzi delle terze e quarte classi di tutti gli istituti superiori candidati a svolgere un percorso obbligatorio di alternanza, così come previsto dalla legge 107/2015.

La platea dei giovani assunti in apprendistato continua a ridursi. Lo rivela l’Isfol nel XVI Rapporto di monitoraggio sull’apprendistato, realizzato in collaborazione con l’Inps e per conto del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Nel 2015, infatti, la variazione dello stock medio di apprendisti è pari a -8,1% rispetto all’anno precedente. Gli apprendisti in Italia ammontano a 410.213 lavoratori, il 13,6% degli occupati della fascia d’età 15-29 anni (contro i 446.227 del 2014, il 15,1% degli occupati 15-29enni). Il numero di apprendisti avviati nel 2015 è pari a 197.388, con una contrazione del 17,7% rispetto al 2014 (quando invece si era avuto un +3,1% rispetto al 2013).

Non ci occupiamo di cronaca su Kleos Fabrica. Parliamo, generalmente, di temi legati al mondo della formazione e del lavoro, di opportunità per i giovani, di casi aziendali come emblema di un’Italia che è più forte della crisi. Oggi facciamo un’eccezione. Per unirci al dolore e al cordoglio che l’incidente ferroviario sulla tratta Andria-Corato di martedì 12 luglio ha suscitato in tutti, lasciando noi attoniti, e parenti e amici delle vittime con un dolore spaventoso. Facciamo nostre le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Una tragedia inammissibile». Priva, cioè, di ragioni che rendano in qualche modo accettabile ciò che è successo.

Nonostante l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, la conoscenza dell’inglese è al primo posto tra le competenze ricercate nel mercato del lavoro in Italia. Molto spesso costituisce un requisito determinante nell’iter di selezione per una posizione lavorativa, ma ancora oggi per tanti candidati è un punto di debolezza, soprattutto al Sud Italia. Lo rivela la ricerca EF EPI realizzata attraverso l’indice di conoscenza dell’inglese messo a punto da EF Learning Labs, divisione dell’omonima azienda che si occupa di corsi e viaggi studio per l’apprendimento delle lingue straniere. L’indice testa 910 mila adulti in 70 Paesi secondo una scala allineata al Quadro Comune di Riferimento Europeo per le Lingue Straniere.

Sono arrivate a 30 le “Botteghe di mestiere e dell’innovazione” pugliesi che Italia Lavoro ha scelto tra le quasi mille proposte pervenute da tutta la Penisola. Un record, visto che a livello nazionale il totale delle Botteghe ammesse e finanziate è di 184. E poiché ogni Bottega può essere formata da un massimo di 10 aziende, significa che complessivamente si parla di circa 1.800 imprese, 300 delle quali nella sola Puglia, in cui si potrà candidare entro fine luglio un numero corrispondente di giovani under 35 disoccupati. Il tirocinio di sei mesi frutterà loro una borsa mensile di 500 euro lordi, che potranno diventare molti di più in caso di tirocinio al di fuori della propria regione di residenza.

La Regione Puglia, con Delibera di Giunta Regionale n. 838 del 7 giugno 2016, ha esteso anche ai contratti a tempo determinato e in somministrazione di durata non inferiore a 6 mesi i bonus per le imprese che assumeranno giovani destinatari del programma Garanzia Giovani. Fino a questo momento il bonus era limitato solo ai contratti a tempo indeterminato, sebbene la normativa nazionale lo prevedesse già per i contratti a tempo determinato e in somministrazione. Le uniche Regioni a non prevederlo, insieme alla Puglia, erano il Friuli Venezia Giulia e l’Emilia Romagna.

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