Pronto il registro dell’alternanza scuola-lavoro In evidenza

Impresa, se ci sei, batti un colpo. Potrebbe essere sintetizzata così la risposta meno che tiepida data dal mondo produttivo italiano al progetto dell’alternanza scuola-lavoro. Con l’avvio del nuovo anno scolastico, infatti, sono circa un milione i ragazzi delle terze e quarte classi di tutti gli istituti superiori candidati a svolgere un percorso obbligatorio di alternanza, così come previsto dalla legge 107/2015.

L’alternanza, secondo quanto espresso dal ministero dell’Istruzione, «consiste nella realizzazione di percorsi progettati, attuati, verificati e valutati, sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica o formativa, sulla base di apposite convenzioni con le imprese, o con le rispettive associazioni di rappresentanza, o con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, o con gli enti pubblici e privati, ivi inclusi quelli del terzo settore, disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di apprendimento in situazione lavorativa». Proposito lodevole, che potrebbe rappresentare per gli studenti un’occasione importante di conoscenza reale del mercato del lavoro. A patto, ovviamente, che il mercato del lavoro, tramite il suo protagonista principale, si faccia avanti.

È l’impresa, infatti, il soggetto cruciale che, ospitando i ragazzi, darebbe gambe per camminare al progetto dell’alternanza. Tanto che, per agevolare la loro candidatura ad aprire le porte, è stato realizzato un registro nazionale gestito dal sistema camerale nazionale e curato da InfoCamere, registro al quale le aziende si possono iscrivere gratuitamente e senza alcun onere. Ebbene, a distanza di un paio di mesi, in tutta Italia si sono iscritte circa 200 imprese. Se si va a guardare, ad esempio, la Lombardia, sono soltanto 18 quelle presenti in piattaforma. Oppure, Torino vede una sola cooperativa disponibile all’alternanza.

Si spera che il registro per ora rappresenti una vetrina parziale della reale intenzione del nostro sistema economico a dare spazio agli itinerari dell’alternanza. Se così non fosse, il collegamento tra mondo del lavoro e istruzione/formazione partorito per legge sarebbe l’ennesima strada lastricata da buone intenzioni, ma che non porta a niente.

Carmelo Greco

Direttore responsabile di Kleos Fabrica, ha lavorato per più di dieci anni a Milano nella carta stampata, per poi convertirsi al digitale. Una conversione che ha interessato anche il suo primo romanzo, Le stagioni di Cavabella.

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